Fratelli d'Italia

nel mondo

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Dopo il vice cancelliere austriaco Strache, che in campagna elettorale aveva delineato con chiarezza e determinazione la posizione della destra nazionale viennese, affermando in diretta TV che «L’Islam non appartiene all’Austria, impediremo l’islamizzazione del nostro Paese», ora anche il ministro degli interni tedesco lo segue a ruota. Horst Seehofer, neopresidente tra l’altro della CSU – il partito della Merkel – non ha dubbi e con gli stessi toni dell’austriaco Strache afferma che “L’islam non appartiene alla Germania.  La Germania è caratterizzata dal cristianesimo.  Dal riposo domenicale, dai giorni festivi del calendario cristiano con i riti della Pasqua, della Pentecoste o del Natale che ne sono parte integrante.” poi prosegue sostenendo che i mussulmani hanno “evidentemente” la possibilità di trovare  un loro spazio in Germania ma devono integrarsi e non vivere “a fianco o contro” i tedeschi.

In Francia la situazione descritta da Seehofer è sotto gli occhi di tutti e l’auto-ghettizzazione è una realtà pericolosissima.  La stessa cosa avviene in Belgio, nel Regno Unito ed in certe nazioni del Nord Europa dove i mussulmani hanno creato città nelle città, società nelle società, economie nelle economie.  La Gran Bretagna ha persino riconosciuto valore di arbitrato ai tribunali islamici, dando di fatto, un riconoscimento formale a quell’entità “legislativa” che l’islam rappresenta.  
Questa non è integrazione. 

Nelle nostre strade e nelle nostre vie non vogliamo più l’invasione dei “kebabbari” e la scomparsa delle “creperies” in Francia, delle “piadinerie” in Italia, delle profumatissime “caldaie con le salsicce” del mondo germanico.  In Europa beviamo vini, birre, grappe e distillati vari; mangiamo carne di maiale e teniamo i cani in casa come animali di compagnia.  Queste sono le nostre tradizioni culturali, sono la nostra storia ed in certi quartieri in fase di islamizzazione tutto questo sta sparendo!! In cambio ci troviamo dei bazar stile islamico e negozi in linea con la sharia, carne di montone e “norcinerie di tacchino”.
Dobbiamo scriverlo a caratteri cubitali e gridarlo a gran voce: “l’Italia e l’Europa rivendicano le loro radici cristiane e le loro tradizioni che di quelle radici sono la più bella, genuina  e popolare manifestazione. ”

Chi a sinistra continua a rinunziare a tutto questo per una fallace esterofilia non fa altro che distruggere la nostra cultura senza favorire quel progetto di integrazione degli ospiti stranieri.
L’ospite quando entra nelle nostre case, se viene in pace, accetta la nostra lingua e la nostra cultura: non viene ad imporcene altre e non crea ghetti !  Chi ci accusa di xenofobia, di razzismo, di ultraconservatorismo, populismo, euroscetticismo, neofascismo ed altri paroloni dei quali abbiamo perso il conto, non affronta ne risolve il problema che ogni giorno noi cittadini constatiamo nelle strade e nelle piazze d’Europa !  Siamo realisti: tutto qui !!!
Siamo affezionati  alle nostre tradizioni ed alla nostra cultura.  Vorremmo che anche i comunisti di ogni sigla e colore si rendessero conto, una volta per tutte, che cultura, tradizioni, sessualità,  spiritualità dell’essere non sono semplici sovrastrutture come pensava (farneticando) Marx ma sono i fondamenti stessi della natura dell’uomo libero. 

Informazioni

Seguici anche su:

  • Facebook

Siti collegati

Copyright © 2018 Fratelli d'Italia nel mondo. Tutti i diritti riservati.