Fratelli d'Italia

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Da cinque anni l’Italia è al centro del più massiccio esodo verso l’Europa che memoria ricordi. Certo, non un fenomeno nuovo – la Spagna si confronta con l’immigrazione illegale dall’Africa da almeno vent’anni - , ma la dissennata gestione dei tre recenti governi della sinistra italiana (Letta, Renzi, Gentiloni) ha fatto esplodere il problema.
Da “Mare Nostrum” in avanti si è data la fondata impressione ai mercanti di morte, ai moderni schiavisti che speculano sulla disperazione di un Continente, che bastasse mettersi in mare per venir raccolti e portati in Italia.

Navi militari, “volontari” civili di organizzazioni non governative (spesso poco trasparenti su chi e perché vengono finanziate), organizzazioni internazionali sempre pronte a farci la morale dall’alto di non si sa bene che cosa…tutti impegnati a recuperare in mare chiunque.

Tutti facendo leva sul nostro buon cuore, sul fatto che davanti ad una famiglia in difficoltà gli Italiani non sono usi voltar la testa, sulla forte passione che anima le nostre comunità che hanno riempito il mondo di missionari, religiosi e laici, impegnati per lo sviluppo di Africa, Asia ed America Latina.

E quindi, via coi salvataggi in mare senza impore subito regole precise (banalmente, un’identificazione rigida e certa, prelevando il dna ed ogni altro elemento utile a fissare un’identità in assenza di documenti regolari), ma riempiendo qualunque posto sembrasse disponibile: Lampedusa, Pozzallo, Cona, le piccole località alpine dove un tempo c’erano caserme e così via…Nessuno ha voluto considerare che un conto erano le famiglie cristiane che fuggivano dal Medio Oriente inseguite dagli assassini dell’Isis; un conto erano i Siriani che scappavano dalla guerra civile; un altro conto sono persone che cercano un lavoro migliore; e un altro conto ancora sono i delinquenti che vengono gettati fuori dalle galere del loro Paese (un esempio? la Tunisia) e cercano in Europa un nuovo mercato per spacciare, o per vendere delle schiave, o semplicemente per sfruttare le opportunità di sistemi di welfare permissivi sino alla stupidità.
I problemi sono esplosi in Italia, ma anche in Austria, in Germania (ricordate il Capodanno di due anni fa?), in Svezia (dove si pensa di ammettere anche la poligamia…), nel Regno Unito (che ha scelto come soluzione la Brexit), in Francia e in Belgio.
Così non si può più andare avanti. I Popoli di tutta Europa stanno dicendo che non vogliono un’immigrazione non regolare; che vogliono preservare la loro radice culturale e religiosa cristiana; che non accettano più di vedere crescere una criminalità fatta soltanto di “richiedenti asilo”. Non è razzismo. E’ la stanchezza, la disillusione, il sentirsi abbandonati da Stati che pensano di più ai migranti che ai propri anziani.
Si tratta di un tema lacerante per noi Italiani “d’Europa”; molti di noi hanno viaggiato con le valigie di cartone cercando un posto dove far crescere la propria famiglia. Capiamo chi fugge guerra e miseria. E ci struggiamo per loro. Noi non abbiamo paura di “perdere qualcosa” di materiale, ma soltanto il senso stesso della nostra Europa.
Quindi, massimo sostegno ai Cristiani in fuga dalla morte; massimo sostegno a chi scappa da guerre. Ma regole certe per chi vuole emigrare in Europa per lavoro (ambizione legittima) fatte di competenze, certezze documentali, sponsor e regole per l’inserimento nel nostro mercato del lavoro e nella nostra società. Niente di più e niente di meno di quanto richiedono Paesi che gestiscono l’immigrazione da sempre: Canada, Australia, Nuova Zelanda…Abbiamo conosciuto il modello delle Commissioni Italo-Tedesche che negli Anni Cinquanta e Sessanta hanno gestito e organizzato l’emigrazione verso la Germania. Riprendiamo il modello ed apriamo delle agenzie europee nei principali Paesi africani. Aiutiamo questi Paesi ad investire sul proprio futuro in una cooperazione che avvantaggia tutti e non svuota quei paesi delle migliori risorse. E, banalmente, chi commette un reato, un solo reato, anche il più piccolo perde automaticamente ed immediatamente ogni diritto a restare in Europa e viene  immediatamente espulso. Per sempre. Non potrà mai più rientrare in Europa, nemmeno da turista.
Diventare Italiani, ed Europei, non è un diritto che si ottiene salendo su una barca.
Ci vorranno anni per rimettere ordine al caos che hanno creato i dilettanti allo sbaraglio che hanno guidato il nostro Paese nell’ultima legislatura. 

Tratto dal sito di Maria Dare'

 

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